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altDi nuovo un golden gol. Ma questa volta a piangere ai piedi del podio resta la Svizzera mentre esultano gli azzurri che in questo mondiale di canoa polo a Milano (‘’il migliore e il più equilibrato di tutti i tempi’ come concordano il presidente della federazione internazionale Josè Perurena e il tecnico italiano Klaus Pagano) riescono a ripetere il risultato di tre anni fa ad Edmonton. Aveva ammonito ad avere fiducia Klaus Pagano a credere in una squadra in crescendo. Ha avuto ragione e la medaglia poteva essere ancora più lucente se nella finale di questa mattina con la Germania non fosse arrivato il gol di Bjorn Zirotzski al terzo tempo supplementare a rovinare una delle migliori partite giocate dagli azzurri in questo torneo.

Una vittoria che i tedeschi hanno chiaramente pagato nella finale contro la Francia in cui hanno dimostrato di non avere la freschezza e l’agilità degli avversari che non si sono fatti irretire nelle manovre difensive e sono spesso riusciti a lanciarsi verso la rete della Germania. Marco Porzio, Luca Bellini, Rodolfo Vastola, il capitano Diego Pagano, Alessandro Vaino, Giampiero De Luca, il portiere Andrea Romano, Fabio Pertusi, gli otto che oggi hanno sofferto e gioito in acqua e sulla tribuna d’onore della premiazione. Con loro hanno contribuito alla medaglia gli altri due del gruppo, Alessandro Tixe e Giovanni Lodato che sono rimasti fuori per scelta tecnica.

Partenza in chiaroscuro quella della nazionale italiana maschile impegnata all’Idroscalo di Milano nei primi due incontri dei campionati Mondiali. Una vittoria, non proprio scontata ma che lo stesso Ct Klaus Pagano ha definito “facile” contro Taipei superata per 14-3, una sconfitta che invece poteva essere temuta, contro la Danimarca per 2-1, ma che non era sicuramente in preventivo. In effetti, il debutto contro Taipei non ha avuto praticamente storia e il risultato fotografa piuttosto bene il divario esistente con i cinesi. Sembrava l’avvio di buon augurio per un torneo che gli azzurri intendono interpretare da protagonisti, sia come padroni di casa, sia come campioni europei in carica, sia come medaglia di bronzo agli ultimi mondiali. Invece è arrivato lo stop con la Danimarca. Uno stop con diversi interrogativi perché siglato dai danesi con un rigore dubbio su un fallo di Bellini dopo che la squadra di Pagano aveva praticamente fatto tutta la partita. Gli azzurri erano andati in vantaggio con un gol di Giampiero De Luca su assist di Bellini e avevano poi subito il pareggio alla fine del primo tempo. Il rigore, a meno di 4” dalla fine ha chiuso ovviamente la partita. “Che la Danimarca fosse tra le avversarie emergenti e pericolose – ricorda il Ct Pagano – lo avevo sicuramente messo in preventivo. Negli anni passati li abbiamo sempre battuti, ma loro sono in crescendo e noi oggi abbiamo commesso qualche errore di troppo. E’ vero, la partita l’abbiamo fatta noi, in tutti i sensi, ma abbiamo perso. Adesso aspettiamo la partita di domani con la Gran Bretagna per valutare veramente quale è il nostro livello in questo mondiale”. Non che ci siano concreti rischi di passaggio di turno perché si qualificano le prime tre di ogni girone, “ma – ammonisce il Ct – dobbiamo anche cominciare a pensare agli abbinamenti per i prossimi gironi”. Negli altri gruppi, sono a punteggio pieno, come previsto, Olanda, Francia, Germania,  Gran Bretagna, Spagna e Australia. Tutto bene, invece per la squadra senior femminile, che ha battuto 6-0 la Danimarca e 4-3 Singapore e domani incontra le ragazze iraniane, e per l’under 21 maschile che ha travolto 18-0 il Canada. Battuta 6-2 dall’Olanda la pari età femminile. In serata l’Idroscalo sarà teatro della cerimonia inaugurale dei mondiali con la presenza del Presidente del Coni Giovanni Petrucci e del Segretario Generale Raffaele Pagnozzi con il Presidente della Federazione Canoa Internazionale Josè Perurena.

(www.federcanoa.it)

altTuttosport batte Corriere dello Sport nella cronache golfistiche che celebrano l’entrata in Ryder Cup dei fratelli Molinari. Francesco Acampora riporta un “obbligo” da parte del capitano europeo Colin Montgomerie nell’annunciare l’inserimento del secondo italiano nei magnifici 12 che scenderanno in campo dal 1 al 3 ottobre sul percorso del Celtic Manor. In realtà il capitano scozzese ha avuto solo parole d’elogio per la prestazione di Dodo Molinari, talmente convincenti che da un sondaggio effettuato sul sito della PGA risulta che ben il 47% approva la wild card all’italiano. Bravo, invece, Vittorio Oreggia di Tuttosport che evidentemente segue meglio le cronache e ascolta le interviste su TV e web! Illeggibili le cronache di golf di Marco De Martino sul Messaggero. 

La stagione dei meeting italiani prosegue martedì 31 agosto, con l'edizione numero 46 della Palio Città della Quercia di Rovereto, Premium Meeting dell'European Athletics. Tanti i protagonisti dell'atletica mondiale attesi nella località trentina, a cominciare dai sudafricani Oscar Pistorius e Caster Semenya. Il campione paralimpico sarà come sempre al via dei 400 dove quest'anno è già sceso a 46.02, mentre l'iridata degli 800 metri affronterà nuovamente il doppio giro di pista dopo lo stagionale di 1:59.65 corso venerdì in Diamond League a Bruxelles. La storia quasi cinquantenaria del Palio Città della Quercia potrebbe, inoltre, vedere l'abbattimento di due record importanti: l'anno passato Steve Mullings ritoccò il primato dei 100 metri portandolo a 10"05 nonostante il vento contrario; ebbene, martedì il giamaicano Johan Blake potrebbe essere il primo uomo a scendere sotto i 10" a Rovereto: le recenti uscite del caraibico (9"89 e 9"91 nel giro di pochi giorni) lasciano ben sperare e, meto permettendo, sulla nuova pista di Rovereto ci sono le condizioni giuste per varcare quella soglia. Nella stessa gara, occhio anche a Justin Gatlin, protagonista del recente passato ed ora in fase di ricostruzione di una carriera dopo lo scandalo doping che l'ha visto coinvolto: la sua rinascita "pulita" passa anche da Rovereto. E le ragazze? La trinidegna Kelly Anne Baptiste quest'anno ha saputo fare 10"84: nel '93 Irina Privalova fece 11"13. La giavellottista tedesca Christine Obergfoell (e la slovena Ratej, entrambe oltre i 67 in questo 2010), la polacca Kowalska nelle siepi, il keniano Longoshiva nei 5000 finali, la Hingst nell'asta, Gomis nel lungo, un giavellotto maschile di alto profilo: tanti i nomi e le gare da seguire. E ci sarà anche tanto azzurro. L'azzurro splendente di Barcellona si trasferisce in massa a Rovereto.

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